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I Ciclidi del Bacino del Lago Vittoria

I Ciclidi del Bacino del Lago Vittoria non includono solamente quegli esemplari presenti nel lago stesso ma, anche tutti quelli che si trovano nei sistemi fluviali e lacustri delle vicinanze.

Questo perché i Ciclidi presenti nelle paludi, nei sistemi fluviali e negli specchi d'acqua presenti attorno al Lago Vittoria, sono legati profondamente da caratteristiche genetiche e comportamentali a quelli del lago stesso.

In aggiunta al Lago Vittoria, gli altri grandi laghi dell'Africa orientale, sono considerati parte integrante del Bacino del Lago Vittoria. Questi laghi sono: il Lago Edward, il Lago George, il Lago Kivu ed il Lago Kyoga.

Delle 10 famiglie di pesci del Bacino del Lago Vittoria, senza ombra di dubbio, la più numerosa di tutte è quella dei Ciclidi. Questi pesci si sono insediati millenni or sono in quasi tutti i sistemi fluviali e lacustri dell'Africa, arrivando a diventare specie endemiche. Ai giorni nostri, il numero dei generi di Ciclidi presenti in tutta l'area del Bacino, compresi quelli non ancora catalogati dalla scienza, si attesta sui 600. Se però si tiene conto degli effetti deleterei che ha avuto l'uomo sul lago ed il suo Bacino, si può stimare che, anticamente, più di 1000 generi di Ciclidi erano presenti in quest'area.

Nel Bacino sono stati riscontrati 3 grandi gruppi di Ciclidi, divisi in questo modo dalle loro discendenze genetiche. C'è da tener presente che sono uno di questi 3 gruppi racchiude il 99% delle specie di Ciclidi presenti nel Bacino, ovverosia gli appartenenti al genere Haplochrominae. Tutti gli esemplari appartenenti a questo gruppo sono degli incubatori orali o mouth-breeders. Il secondo gruppo è composto dalle Tilapiinae con solo 5 appartenenti. Solo 2 di questi sono endemici del Lago Victoria e del Lago Kyoga, il Nyasalapia variabilis, mouth-breeder, e l'Oreochromis esculentus, depositore sul substrato. Gli altri 3 non endemici sono l'Oreochromis niloticus, l'Oreochromis leucostrictus e la Tilapia zillii. Entrambi i 3 generi depongono sul substrato. L'ultimo gruppo ha un solo appartenente, l'Astatoreochromis alluaudi, facilmente ritrovabile in tutto il bacino del Lago Victoria. Anche se molto simile agli Haplochrominae, ha caratteristiche anatomiche che lo escludono a priori da questo gruppo.

Habitat naturali e caratteristiche alimentari

Durante gli ultimi decenni, si è potuto appurare che, gli Haplochrominae del Bacino del Lago Victoria, abitano prevalentemente in un unico tipo di habitat ossia i fondali sabbiosi o melmosi, tra i papiri, nei pressi della costa. A differenza degli altri grandi laghi dell'Africa, il Lago Victoria offre un'immensa varietà di habitat differenti, tutti ampliamente colonizzati da diverse varietà di pesci. Questi includono pesci che vivono sopra le massicciate, tra le massicciate, sui fondali sabbiosi e melmosi, tra i canneti, sui tappeti erbosie persino nelle acque aperte del lago.

Le diverse specializzazioni alimentari di questi pesci si sono diversificate maggiormente anche in funzione dell'habitat occupato. Possiamo quindi trovare Ciclidi che si nutrono di: pesci, zooplankton, alghe, protozoi, piante, invertebrati, granchi, phytoplankton, scaglie di altri pesci e detriti.

Mutazioni cromatiche

Che la maggior parte degli Haplochrominae producessero mutazioni nella loro colorazione è risaputo da moltissimo tempo.Alcune delle più famose mutazioni cromatiche riscontrate in pesci di cattura e, raramente in pesci riprodotti in acquario sono le seguenti:

  1. Mutazione pezzata, principalmente a chiazze bianche e nere;
  2. Mutazione OB (orange-to-black), chiazze arancioni e nere che può arrivare all'intero corpo arancione con piccole macchie nere;
  3. Mutazione blu;
  4. Mutazione nera;
  5. Mutazione YO (yellow-to-orange), chiazze gialle e arancioni;
  6. Mutazione della pinna anale, dove questa presenta una colorazione primaria gialla, arancione, rossa oppure nera.

Il grado di come queste mutazioni si manifestino varia da zona a zona all'interno del bacino del Lago Victoria. Possiamo affermare che, all'incirca il 20% delle mutazioni cromatiche si trovano nella zona del Golfo Mwanza. Dopo attenti studi, si è osservato che queste mutazioni avvengono maggiormente in determinati gruppi di Ciclidi piuttosto che in altri. Si è anche evidenziato che le mutazioni avvengono maggiormente nei pesci che si cibano di molluschi, frantumandone il guscio, e nei pesci che brucano le alghe, piuttosto che negli insettivori, planktonivori etc. E' stato scoperto che le mutazioni OB e pezzata, avvengono maggiormente nei Ciclidi che abitano tra le rocce, in quelle zone dove l'acqua ha la sua massima trasparenza. L'unico altro luogo dove si hanno notizie di una percentuale talmente alta di mutazioni cromatiche è il Lago Kivu.

L'uso del nome Haplochromis

Nel 1888, lo studioso Tedesco Hilgendorf, usò per la prima volta il nome Haplochromis per definire un sottogenere del genere Chromis. Il nuovo subgenere fu chiamato Haplochromis obliquidens, specie endemica del Lago Victoria. Nel corso degli anni, gli ittiologi scoprirono che identificare l'Haplochromis obliquidens era sempre più difficile, apparentemente veniva usato per identificare diversi tipi di Ciclidi del Lago Victoria agli albori del loro studio. Boulenger elevò il subgenere a genere vero e proprio nel 1906 e servì in seguito per identificare gran parte dei Ciclidi del Bacino del Lago Victoria.

Vennero proposti molti altri nomi ma l'Haplochromis vinse la sfida e fu in seguito usato per identificare la stragrande maggioranza dei Ciclidi endemici di questa regione dell'Africa. Per oltre 100 anni, chiunque lavorasse sull'identificazione dei Ciclidi del Lago Victoria, notava sempre più quanto difficile fosse catalogarli tutti. La maggior parte riteneva che non vi erano conoscenze adatte a sormontare tutte le lacune per compiere una corretta catalogazione. A questo punto, dagli inizi degli anni 50' sino alla fine degli anni 80', un eminente ittiologo, dotato di moderne attrezzature per la cattura e lo studio dei Ciclidi del Lago Victoria e del Bacino circostante, iniziò a colmare molte di queste lacune. Lo scienziato era Humphrey Greenwood. Grazie a moderne tecniche potè dire che questi pesci derivano da diverse linee ancestrali, che popolarono il lago ai primordi. In supporto della sua teoria, eresse nuovi generi, non ad un livello subgenerico, ma ad un vero e proprio stato generico.

Gli ittiologi che ispezionarono il lago negli ultimi 15 anni, si accorsero che i generi che aveva creato Greenwood non sarebbero comunque bastati per catalogare tutta la popolazione dei Ciclidi dell'area, scoprendo in fine che molti di questi pesci erano legati tra loro e quindi erano combinazione di due generi. Tutto il lavoro di Greenwood era stato del tutto vano. Abbandonarono il sistema di catalogazione del Dr. Greenwood e ritornarono all'uso del vecchio genere Haplochromis.

Tutto questo servì a dimostrare che, non molte linee genetiche di Ciclidi si insediarono nel Lago Victoria e nelle sue vicinanze, ma bensì un solo lineaggio genetico dal quale discende tutta la popolazione di questo ampio Bacino. Quella che ora è la via più pratica per catalogare i Ciclidi di questo bacino è quella di osservare le loro abitudini alimentari, gli habitat occupati e la loro colorazione. Certamente la struttura fisica interna ed esterna gioca sempre un ruolo importantissimo in questo difficile processo.

Attualmente, l'unico studioso in grado di scardinare il muro dei Ciclidi del Lago Victoria, è l'ittiologo Dr. Ole Seehausen che, nel 1998, pubblicò un nuovo trattato in materia e classificò 15 nuove specie di Ciclidi. Eresse inoltre 3 nuovi generi: Mbipia, Pundamilia e Lithochromis. Ha rivalutato grandemente il lavoro fatto dal Dr. Greenhouse che, con alcuni ritocchi, è riuscito ad utilizzare laddove applicabile. Tutto questo per utilizzare i forti sentimenti, che provava il Dr. Greenwood, in modo tale da poter riaprire un'ampia discussione sui Ciclidi del Bacino del Lago Victoria e, magari, riuscire a dividerli in nuovi generi.

Quindi, Seehausen cercò di utilizzare il nome del genere più corretto, quando conosciuto e, nel caso contrario, il nome Haplochromis. Il risultato ottenuto è stato quello di realizzare gran parte del sogno di Greenwood, ossia il maggior lavoro e la maggior attenzione su questo assemblamento di Ciclidi Africani unico.

Recenti cambiamenti nella composizione dei Ciclidi

Il Lago Victoria ha fatto parlare molto di se sulla carta stampata, non per il suo fantastico ecosistema ma, a causa del deterioramento ecologico dovuto alle attività umane nell'area. La più grande e famosa alterazione fu quando, nel finire degli anni 50' vennero introdotti dei Lates niloticus - Persici del Nilo, nella parte settentrionale del lago, in Uganda. Stessa cosa ma con maggior perseveranza avvenne negli anni 60' nel vicino lago Kyoga. Lo scopo era quello di sviluppare una fiorente industria ittica nei due laghi. Queste trovate geniali erano comuni all'epoca da parte dei magnati della pesca, ma non si pensava mai alle conseguenze che la cosa avrebbe potuto provocare. La cosa sembrava stata fatta invano poichè la popolazione dei Persici del Nilo rimase pressappoco di basso profilo sino agli anni 80', quando esplose prepotentemente. Il Persico del Nilo può raggiungere la lunghezza di 1,80m ed il peso di 135kg. La loro natura predatoria li portò a nutrirsi delle popolazioni endemiche di Ciclidi dei due laghi. Dal 1984 al 1987 la popolazione dei Ciclidi collassò, arrivando all'estinzione di ben 200 specie. Gli effetti devastanti del Persico del Nilo si fecero subito sentire, nel Lago Kyoga, con l'estinzione di circa 30 specie di Ciclidi pescivori. Le catture dei pescatori furono presto dominate dal Persico del Nilo vedendo, di contro, il numero di catture di Haplochromis sempre in netta diminuzione. Prima dell'introduzione di questa piaga, gli Haplochromis fornivano la maggior risorsa di apporto proteico per le popolazioni contornanti il lago. Anche le non endemiche Tilapiinae, introdotte come grande pesce per la pesca, hanno portato il loro contributo nell'abbattimento delle specie in diretta competizione alimentare con loro, portando il numero di questi Ciclidi alla sussistenza minima.
Altra situazione che ha avuto un grande effetto sul Lago Victoria è stata, nel 1980, l'introduzione del giacinto d'acqua (Eichhornia crassipes). Questa pianta si è sviluppata enormemente, nel 1998 è stato stimato che questa pianta avesse coperto 400.000 ettari di superficie lacustre. Questo ha portato più problemi ai pescatori che ai pesci stessi. Infatti, in giacinto d'acqua si nutre prevalentemente dei liquami che giornalmente vengono pompati nel lago dalle città adiacenti. Uno degli apparenti vantaggi è quello che le masse di radici galleggianti creano dei ripari per i giovani Ciclidi.
Altro serio problema si ebbe nel Lago Victoria, a seguito dell'eutrofizzazione dei 2/3 della profondità del lago. Questo ha comportato l'estinzione di Ciclidi phytoplanktonivori, già dimezzati dalla pesca e dal Persico del Nilo. Senza più questi pesci, il phytoplankton non ha più avuto limiti di crescita, raggiungendo delle vere e proprie esplosioni. Questo ha comportato l'eliminazione dell'ossigeno dai bassi strati dell'acqua del lago, creando delle vere e proprie zone anossiche o povere d'ossigeno, con livelli talmente bassi di questo gas da non permettere la vita dei pesci.
Prima che l'uomo introducesse questa reazione a catena di problemi, il livello d'ossigeno raggiungeva i fondali del lago, infatti, moti Ciclidi erano presenti su vaste zone del fondale. Queste specie si presumono a tutt'oggi estinte. L'effetto della deforestazione ha causato, grazie all'enorme quantità di detriti introdotti dalle acque piovane, una minor trasparenza dell'acqua del lago. Per finire, alcuni pescatori hanno iniziato ad utilizzare il veleno per la pesca delle Tilapie. Questo, come facilmente intuibile, ha portato alla morte di molti altri pesci e, in alcune zone, alla completa sparizione della popolazione ittica.
Attualmente, il Persico del Nilo viene pesantemente pescato. Questo è un bene per la popolazione di Ciclidi che, mano a mano, si sta riprendendo, mostrando anche il ritorno di alcuni esemplari che si pensavano spariti. Un pesce, lo Yissochromis pyrrocephalus, una volta considerato in via di estinzione nel Lago Victoria, ora è tornato ad essere comune. Come si diceva in precedenza, alcune specie che si ritenevano estinte sino a pochi anni fa, stanno facendo ritorno e sembrano più belle che mai.

Dal 1991 al 1995 sono state fatte delle indagini approfondite nel Golfo Mwanza. Il risultato è stata la scoperta di 102 nuove specie di Haplochromis, trovati esclusivamente in ambienti rocciosi. Questi ritrovamenti hanno dimostrato che il tasso di scomparsa dei Ciclidi è diminuito ma non ancora del tutto arrestato. Fortunatamente, molti specchi d'acqua nelle vicinanze del lago non hanno subito tutti questi effetti disastrosi che hanno attaccato il Lago Victoria ed il Lago Kyoga.

C'è ancora molto da scoprire sui Ciclidi del Bacino del Lago Victoria. Questi piccoli scorci, all'interno di un ecosistema estremamente complesso, stanno lentamente aiutando a scoprire sempre di più su questi affascinanti Ciclidi.