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Il genere Nannostomus e Nannobrycon.

Nannostomus e Nannobrycon (Pesci Matita), derivano dalla famiglia Lebiasinidae. Weitzman e Cobb, nel 1975, spostarono tutta la specie nel genere Nannostomus, abbandonando l'ex genere Poecilobrycon. Gery, nel 1977, reintrodusse il genere Nannobrycon per due specie: N. eques e N. unifasciatus.

Il comportamento.

I Pesci Matita sono pacifici e timidi che possono nascondersi per alcuni giorni tra le radici e le piante appena sotto la superficie dell'acqua. I Nannobrycon, per esempio, resta immobile tra ramoscelli galleggianti. Solo al tramonto i pesci tornano "in vita", in cerca di cibo. In natura, si nutrono di piccoli insetti catturati sulla superficie. Nannostomus e Nannobrycon sono estremamente timidi e non devono essere tenuti in vasche con pesci molto vivaci. Potrebbero spaventarsi talmente tanto da smettere di mangiare.

L'allevamento.

La vasca deve essere almeno 50cm di lunghezza e tutte le specie, tranne N. beckfordi, richiedono un'acqua molto curata, morbida e leggermente acida e senza nitrati. Se l'acqua di casa è troppo dura si consiglia filtrazione in torba.

Il pH può fluttuare tra 5.5 e 7.0 ma non deve subire brusche variazioni. Con queste condizioni la durezza arriverà in automatico a 4°KH, valore perfetto per questi pesci. La vasca deve avere un fondo scuro, deve esser ben piantata ma non troppo per non perdere di vista i pesci. La superficie dell'acqua deve essere coperta da piante galleggianti che serviranno per ridurre la quantità di luce e creare zone d'ombra dove i pesci possano sentirsi più sicuri. In queste condizioni solo piante del genere Cryptocoryne possono crescere. L'acqua va cambiata regolarmente con l'aggiunta di un buon condizionatore a base di acidi umici per tener stabile il pH ai valori precedentemente detti e regolare la pressione osmotica.

La riproduzione.

Quasi tutte le specie sono state riprodotte in acquario. Il Nannobrycon è più difficile da riprodurre rispetto al Nannostomus ma, bisogna ricordarci che tutte e due le specie mangiano le proprie uova. Quindi si consiglia di piazzare una trappola per poter rimuovere i genitori dopo la deposizione. Si consiglia di mettere un tappetino verde o del Muschio di Java in alto. Se la vasca non risulterà idonea, i genitori non si riprodurranno. Si consiglia di modificare l'interno della vasca per poter trovare una miglior situazione per la coppia che, se troverà le condizioni ottimali, inizierà a deporre nel giro di poche ore. Tenere l'acqua a 2° KH con un pH sui 6.0. Si consiglia di utilizzare una sola coppia per la riproduzione. Il numero di uova deposte varia in funzione della specie. I Nannobrycon, per esempio, depongono da 1 a 3 uova, mentre i Nannostomus possono arrivare ad alcune dozzine. Le uova vengono attaccate alle piante o potrebbero cadere sul fondo. Come quasi tutti i Caracidi, questi pesci non badano alla prole.

Se si prova la riproduzione dei Pesci Matita rispettando tutti i valori dell'acqua, fondo scuro, piante galleggianti, luce soffusa e filtrazione in torba ma questa non dovesse avvenire allora bisogna dare la colpa ad una non adeguata alimentazione. Si consiglia larve di Zanzara tigre che possono anche essere raccolte localmente. Sembra che le larve di zanzara abbiano una sorta di "potere stimolante" dato che contengono amminoacidi. Per lo stesso scopo, alcuni riproduttori utilizzano Drosophila.

L'allevamento degli avannotti, che si schiuderanno da 1 a 3 giorni, non è difficile se si alimentano con Infusoria o Rotiferi, che possono essere anche allevati in casa.

 

L'alimentazione.

I pesci sono sia carnivori che limivori. Se non vi è la possibilità di alimentare i pesci con cibo vivo, si può tranquillamente utilizzare cibo essiccato come larve di zanzara rossa. Naupli d'Artemia salina e cibo in scagliette sono anche questi caldamente raccomandati. Si consiglia di fornire una abbondante alimentazione, verso sera, proprio durante le ore durante le quali il pesce mangia in natura. Il cibo vivo che viene dato di giorno può non essere accettato.

 

Alcune note.

Alcuni pesci del genere hanno una pinna adiposa mentre altri no. Questa differenza può essere ritrovata in pesci della stessa specie. La colorazione del pesce durante la notte è sensibilmente diversa di quella diurna. Di notte o in condizioni di luce bassa, le striscie longitudinali spariscono virtualmente, e le strisce trasversali che durante il giorno sono più difficili da vedere, diventano prominenti. N. esperi ne è un esempio lampante.