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La famiglia Pristidae comprende pesci comunemente conosciuti col nome di Pesce Sega.
Le diverse ricerche in merito a questi pesci, hanno portato alla scoperta che sono molto più imparentati con le razze che con gli squali. Questi difatti differiscono dagli squali sega (Pristiophoridae) dall'assenza dei barbigli, dalla posizione delle aperture branchiali e dalla dentellatura della sega. Nei Pesci sega i denti del rostro sono tutti uguali in dimensioni mentre, negli quali sega, si alternano denti piccoli a denti grandi.
Questi pesci abitano i bassi fondali dei mari tropicali e subtropicali. Alcune specie risalgono i corsi d'acqua dolce o vi si insediano permanentemente, per esempio, una specie del Lago Nicaragua nell'America Centrale e le specie dell'Australia settentrionale.
La caratteristica più spiccata è certamente il rostro, un prolungamento cefalico costeggiato da ambo i lati da scaglie placoidi lunghe 5 cm simili a denti, e che può raggiungere oltre 1/4 della lunghezza totale dell'esemplare. Lo scopo di questa arma è quello di smuovere la sabbia del fondale alla ricerca delle prede, oltre che di ferirle con energici colpi. Uno studio recente ha evidenziato inoltre che nel rostro sono presenti dei pori atti ad intercettare i campi elettrici delle prede. Il corpo è appiattito sul ventre, squaliforme, con due pinne dorsali a triangolo, pettorali allargate, simili alle ali delle razze e coda composta da due lobi, con quello superiore più allungato. La pinna anale è assente. Le aperture branchiali sono sul lato piatto, ventrale. Le dimensioni dei pesci sega sono considerevoli: si va da 1,40 m di Pristis clavata fino a 7,6 m di Pristis pectinata. Il peso raggiunge i 1780 kg.


- Pristis microdon