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Lepisosteus tristoechus - Luccio Cubano

pH
7.0
dGH
10° - 15°
Temperatura
18° - 23°
Lunghezza
200cm
Sinonimi

Esox tristoechus, Atractosteus lucius, Atractosteus tristoechus, Lepidosteus berlardieri, Lepidosteus manjuari, Lepidosteus virdis, Lepisosteus manjuari, Lepisosteus spatula, Litholepis tristoechus

Habitat America, Stati Uniti meridionali, Cuba e Messico settentrionale.



Il luccio Cubano, molto simile al luccio alligatore, è endemico di Cuba e della Isla de la Joventud. Facilmente riconoscibile per il muso breve, largo e smussato e per le due grandi serie di denti che armano la mandibola, il luccio di Cuba raggiunge in media la lunghezza di 1 m, facilmente anche di 2 m.

- - - - - COMPORTAMENTO - - - - -

Il luccio cubano è un pesce tropicale che vive sia in acqua dolce che salmastra e pesso di avventura in mare. Come gli altri Lepisosteidi, è un animale che ama vivere solitario, preferibilmente nei corsi d'acqua tranquilli e poco profondi, con ampia disponibilità di nascondigli: nel folto dei canneti, tra la vegetazione o sotto tronchi d'albero sommersi, resta infatti immobile in agguato delle prede, senza dare altro segno di vita all'infuori dei lenti movimenti delle pinne pettorali. Con i grandi occhi scruta attentamente all'intorno e, non appena ha adocchiato una preda, comincia ad avvicinarsi con circospezione, agitando silenziosamente le pinne pettorali e l'estremità della coda, fino a portarsi con il becco all'altezza della vittima; allora, esattamente come un caimano o un coccodrillo, spalanca la bocca e, con un rapido movimento laterale del capo, afferra la preda con i denti aguzzi. Questa viene poi girata e ruotata fino a trovarsi in posizione parallela alle mascelle e quindi inghiottita in un solo boccone. Essendo il palato estremamente elastico, gli archi mascellari possono allargarsi ampiamente, il che permette al pesce dal becco di inghiottire anche prede di grandi dimensioni; in questi casi la parte inferiore del capo assomiglia al sacco giugulare di un pellicano che abbia appena inghiottito un pesce.

- - - - - ALLEVAMENTO - - - - -

Date le sue dimensioni, questo pesce raramente viene allevato in acquario. Trattandosi di un pesce molto vorace se ne consiglia l'allevamento in vasche dedicate di litratura molto importante (sopra i 600litri netti). Ama appostarsi tra la vegetazione e tendere agguati alle proprie prede, quindi una piantumazione abbondante con piante tipo la Vallisneria gigantea, sarebbe la soluzione ideale per questo pesce. Non disdegna giunchi e canneti e spazi liberi per il nuoto e la caccia.




- - - - - RIPRODUZIONE - - - - -


Non si hanno notizie di riproduzione in acquario per questa specie. In natura, nel periodo che va da Aprile a Giugno,i pesci dal becco abbandonano le loro dimore invernali per portarsi lungo le rive, in punti poco profondi e possibilmente ricchi di vegetazione, ove verranno deposte le uova. Dopo un cerimoniale amoroso particolarmente turbolento la femmina, che è in genere accompagnata da vari maschi, espelle in diverse fasi successive le uova verdognole, grandi all'incirca 3 mm e ricoperte di una sostanza molto appiccicosa, che vengono fecondate dai maschi e quindi si fissano al fondo e alle piante acquatiche. Dopo un periodo variabile, a seconda della temperatura dell'acqua, dai 10 ai 14 giorni, i gusci si schiudono lasciando uscire i piccoli che, non avendo la benché minima somiglianza con i genitori, vengono definiti «larve». Lunghi all'incirca 7 mm, sono dotati di un grande sacco vitellino, che ostacola loro i movimenti, e recano anteriormente alla bocca una ventosa munita di numerose piccole verruche, con l'ausilio della quale si tengono fissati alle piante finché non hanno consumato quasi tutto il sacco; inoltre sono privi di branchie esterne. Completamente lasciate a sé stesse, in quanto i genitori non si curano affatto di loro, le larve raggiungono dopo una settimana, durante la quale hanno assorbito parte del sacco vitellino, la lunghezza di circa 9 mm; al contempo, la mandibola si allunga in forma di proboscide, mentre la colonna vertebrale si estende, come un filamento, sopra la pinna caudale. Circa 14 giorni dopo l'uscita dall'uovo, il piccolo pesce dal becco è già in grado di nuotare liberamente e ha assunto un aspetto del tutto simile a quello dei genitori.

- - - - - ALIMENTAZIONE - - - - -

Il Lepidosteus tristoechus si nutre esclusivamente di pesci e uccelli.

- - - - - NOTE E CUTIOSITA' - - - - -

La sua carne è commestibile ma le uova sono altamente velenose per l'uomo.
La linea laterale di questo pesce è composta da 60 squame ed è il Lepisosteidae che richiede acque più calde.



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